Più che un’assemblea è stata una comunicazione alle truppe. Convinti di andare presto al voto «che tanto con questi numeri l’incidente al Senato è dietro l’angolo», Beppe Grillo e Davide Casaleggio sono arrivati a Roma per dettare le mosse delle prossime settimane e mesi. «Venerdì saremo a Siena, per parlare anche di banche e risparmio, e domenica in Val di Susa per parlare di grandi opere. In generale per tranquillizzare i cittadini che noi ascoltiamo, quei 20 milioni di No». Ogni fine settimana sarà animato da iniziative e flash mob fino al 24 gennaio quando la Consulta dirà come scrivere la nuova legge elettorale. A quel punto, «non ci saranno più alibi e andremo a votare» è sicuro il Capo Politico evidentemente inebriato dal successo delle due serate sold out del suo spettacolo teatrale Grillo vs Grillo. Un nuovo binomio: guadagni e propaganda politica.
Ieri sera, ancora una volta, è stato tenuto fuori dalla discussione il macigno Raggi-Muraro-Roma. «Sono problemi che riguardano il comune di Roma» ha tagliato corto Grillo. L’assemblea ha mormorato, la resa dei conti con la sindaca Raggi è sempre dietro l’angolo. Ma non era ieri la sede giusta per parlarne.
In effetti, non c’è mai stata finora la sede giusta. E la questione continua ad essere rinviata tra mugugni, spirito di revanche e sospetti. Se Grillo non ha voluto sfiorare il tema, tra i banchi dell’Aula dei gruppi dove alle 20 si sono riuniti deputati e senatori, circolano le ipotesi. E i timori.
Il 21 dicembre ci sarà l’interrogatorio in Procura a Roma, e se Muraro non chiarisce le contestazioni come è convinta di fare, i guai giudiziari potrebbero toccare anche la sindaca. «Cosa succede se viene fuori che la Muraro in questi mesi ha approfittato del suo ruolo politico per cancellare gli indizi a suo carico? Come la spiega a quel punto Virginia che l’ha blindata e protetta?» si chiede un senatore con un vistoso distintivo 5 Stelle sulla sciarpa.
All’assemblea non sono presenti i deputati Nuti, Di Vita e Mannino indagati a Palermo per le firme false raccolte per le amministrative a Palermo nel 2012. Sono sospesi da venti giorni ma ieri sedevano ancora nei banchi M5S nell’aula di Montecitorio. «Loro sospesi subito, la Muraro ci prende in giro da aprile, lo sapeva già prima di diventare assessore …» ha provato ad aprire il dibattito una deputata siciliana. L’invito non è stato raccolto. L’ordine del giorno della serata era una solo: prepararsi al voto. E parla solo Beppe.
«Voi state facendo la storia della politica italiana. Siete incredibili» ha esordito il Capo politico. Si tratta di indiscrezioni raccolte dall’interno dell’assemblea. Racconti mediati perché lo streaming è un antico ricordo. E da allora è stato sempre più difficile seguire i lavori 5 Stelle.
«Walking dead, siete morti che camminano» ha detto ai giornalisti appena sbarcato a Roma. Anche questa non è una novità. Casaleggio jr ha fatto una riunione nel pomeriggio al Senato, dopo il voto di fiducia, con l’ufficio Comunicazione. Poi si sono trovati tutti alle 20 alla Camera. Ed è stato, come previsto, one man show .
Grillo ha dato la carica. «Ogni qualvolta parlano male di noi vuol dire che abbiamo vinto – ha proseguito il leader M5S – si inventano trame assurde su di noi ma noi dobbiamo rispondere sempre col sorriso e parlare di temi, di contenuti e dei problemi dei cittadini, che sono inascoltati da anni. Stiamo facendo una cosa bellissima insieme e dobbiamo continuare così, a stare tra la gente ». Il capo ha elogiato il claim «20 milioni di No» rilanciato il giorno prima dalla capogruppo alla Camera Giulia Grillo (non è parente) e trasferito ieri al Senato su tanti cartelli gialli quanti sono i banchi 5 Stelle (35).
I senatori grillini ieri erano in aula. Durante il dibattito hanno lasciato solo le copie della Costituzione. Poi sono rientrati, hanno fatto la dichiarazione di voto («avete silenziato il paese venti milioni di Si con il governo fotocopia»), hanno annunciato il loro No e hanno alzato i cartelli. Alla prima chiama non hanno votato. Alla seconda sono rientrati per non far abbassare troppo il quorum (o per prendere il gettone del voto?). Tattica, legittima però. Nulla a che vedere, va detto, con gli schiaffi alle istituzioni dati il giorno prima alla Camera da 5 Stelle, Lega e Fratelli d’Italia. «Faremo le nostre iniziative tutte le settimane ma mi raccomando – ha inviato Grillo – con il sorriso e rispettando le regole».
Peccato che poche prima i suoi ragazzi, Di Battista alla Camera e Montevecchi al Senato, avessero sistematicamente offeso e denigrato uno per uno i nuovi ministri in carica. A Casaleggio è toccata spiegare la parte del programma «sottoposto al voto della Rete come leadership e candidati». La Lega osserva da lontano. Anche il Carroccio sarà nelle piazze nel fine settimana. La rincorsa dei populismi continua.
Fonte: http://www.unita.tv/focus/grillo-punta-al-voto-e-nasconde-il-nodo-muraro-e-le-firme-false/
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