
Le riduzioni più consistenti colpiscono le attività non alimentari e appare particolarmente grave la situazione di moda, calzature e tessile, in cima alla top tre delle chiusure: in un anno sono spariti 1.402 negozi del settore. Al secondo posto si trovano edicole e rivenditori di giornali (-518 imprese), ma si registrano perdite pesanti anche per le macellerie (-464). L’emorragia di negozi si registra in tutte le regioni a partire dal Piemonte, che perde 782 attività commerciali.
Seguono la Sicilia (-719 imprese), la Campania (-153), la Lombardia (-564) e il Veneto (-494). “E’ preoccupante che il trend di chiusura dei negozi continui e, anzi, mostri segnali di peggioramento”, osserva il presidente Confesercenti, Massimo Vivoli, spiegando che “la spesa non sta ripartendo come speravamo facesse e in tre anni di ripresa non abbiamo recuperato nemmeno la metà dei consumi bruciati duranti la crisi”.
La spesa non è mai ripartita! Un governo fantoccio sta dicendo il contrario ma la gente non è idiota e a fine mese tirate le somme, siamo sempre più poveri.
Presidente Indipendenza Lombarda
Fonte: http://www.lindipendenzanuova.com/la-ripresa-di-renzi-a-ottobre-chiusi-5-788-negozi-bernardelli-avanti-cosi-prima-gli-stranieri-e-le-banche/
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