Pillola anticoncezionale killer: morte 100 donne. Prima denuncia in Italia.
Secondo i dati la Bayer ha già speso 1.6 miliardi di dollari per risarcire 6.800 persone gravemente lese e le famiglie di 100 donne decedute dopo aver assunto la Yaz
La pillola che servirebbe alle donne per “proteggersi” dalla gravidanza ne ha ucciso o leso gravemente la salute di migliaia di loro. Tutte le vittime non presentavano rischi di salute e avevano meno di 39 anni. Ora le famiglie delle vittime si sono unite e hanno deciso di raccontare il loro calvario. Dopo due class action in Canada, azioni legali in America e in Germania, anche in Italia è stata avviata una causa contro la società Bayer per la pillola anticoncezionale Yaz e Yasminelle.
La denuncia, scattata da parte dello Studio Legale Calvetti & Lawyers di Treviso per conto delle donne appartenenti all’Associazione Salute&Diritto, è stata depositata alla Procura della Repubblica di Torino, che indagherà sull’operato dell’azienda per ciò che riguarda le pillole anticoncezionali Yasmin, Yasminelle e Yaz.
Se anche tu sei stata vittima dei danni della pillola contatta lo studio legale per partecipare alla richiesta di risarcimento.
Nel mirino dei consumatori proprio i numerosi rischi derivanti dall’assunzione del farmaco. La maggior parte delle donne decedute a causa dell’assunzione della pillola, ha presentato una improvvisa embolia causata da coaguli di sangue.
Secondo i dati raccolti dalle famiglie, la Bayer ha già speso 1.6 miliardi di dollari per risarcire 6.800 persone gravemente lese e le famiglie di 100 donne decedute dopo aver assunto la Yaz. Mentre la Merck & Co. ha speso 100 milioni per risarcire 3.800 donne lese e 83 famiglie in lutto a causa del Nuvaring.
Avevamo discusso dei seri pericoli del Nuvaring, l’anello contraccettivo che ad oggi è ritenuto responsabile della morte di 224 donne. Manifesta infatti importanti effetti collaterali legati al suo uso come trombi, ictus, infarti, pressione alta, problemi di cuore e tumori all’utero e al seno.
Nonostante i danni per la salute Nuvarig, Yaz e Yasmine sono ancora in commercio
Michael Jane Alexander aveva solo 20 anni quando le fu prescritta la Yaz. Racconta la madre: «Ricordo il giorno in cui salì in macchina e mi disse: “Il medico mi ha dato la pillola che protegge dalla gravidanza, dalle sindromi premestruali e che combatte l’acne”. Questa per lei era la “pillola miracolosa”». Dopo poco Michael Jane collassò: «Nostra figlia era morta. Ognuno deve scegliere ma è un diritto fare una scelta informata». Karen, madre di Erika Langhart, che a 24 anni collassò nel suo appartamento in Virginia, ricorda «gli attacchi cardiaci. E in ospedale le chiesero se prendeva la pillola contraccettiva». Il padre della ragazza, Rick Langhart, rammenta invece «i suoi occhi spalancati, a causa della morte cerebrale». Le sorelle di Brittany Michelle Malone aggiungono: «Ci disse che non aveva voglia di venire a ballare. Ci sembrava strano», ma «ci spiegò che il cuore le batteva forte. Poi i suoi occhi si rovesciarono». Devon Bell, invece, sì salvò per un pelo: «“Prendi la pillola contraccettiva?”, mi chiesero in ospedale. “La buona notizia è che sei qui”».
La dottoressa Kelly Brow, intervistata nel documentario realizzato dal quotidiano inglese The Guardian sui pericoli della pillola anticoncezionale, fa notare che «quando usi un farmaco e lo somministri alla popolazione sana è facile dimenticare che ci si sta sottoponendo a un trattamento medico». Eppure, nonostante le famiglie delle vittime si siano ritrovate nel 2013 a Washington per un’interrogazione in merito ai due contraccettivi e alle relative case farmaceutiche, pare non sia cambiato nulla.
Nel video la signora Langhart domanda ai politici e agli amministratori delegati della Bayer e della Merck & Co.: «Nostra figlia è morta a causa di un attacco di embolia polmonare e di ictus. Volete continuare a considerarlo un medicinale con effetti collaterali accettabili?». Imbarazzato il Ceo della Merck & Co. risponde a bassa voce: «La pillola è stata classificata e vagliata in modo appropriato». Eppure, su un bugiardino lungo quasi un metro e scritto fittissimo, la parola trombosi appare solo una volta. «Trombosi e problemi vascolari e… non si riesce nemmeno a capire cosa c’e scritto. Qui ci vorrebbe solo una bella scritta sulla scatola, come si fa per le sigarette! Questo potrebbe ucciderti».
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