mercoledì 18 gennaio 2017

L’intelligenza dei figli deriva dalla madre, non dal padre

L’intelligenza dei figli deriva dalla madre, non dal padre

“Quanto è intelligente nostro figlio. Tutto suo padre!” dice (ovviamente) il padre. “Tutto sua madre” risponde lei. E ha ragione. Ebbene sì, è soprattutto dalla mamma che i bambini ereditano la loro intelligenza. Cari papà, rassegnatevi allora, perché la notizia arriva da anni di ricerca.

Gli studi a riguardo, infatti, iniziarono nel 1984 presso l’Università di Cambridge e molte altre ricerche vennero fatte nel corso degli anni.

Il gene dell’intelligenza portato dal cromosoma X

Ciò che ha dimostrato che i bambini ereditano dalla madre l’intelligenza è la maggior probabilità delle donne di cedere i geni dell’intelligenza ai figli. Perché? I geni dell’intelligenza sono portati dal cromosoma X. E se l’uomo ne ha solo uno (XY) la donne ne ha due (XX).

Gli studi sui roditori

Alcuni geni, definiti geni condizionati, si attivano in determinati casi se provenienti dalla madre, in altri se provenienti dal padre. A confermare ciò alcuni studi effettuati sui roditori. I ricercatori hanno modificato geneticamente i topi da laboratorio: coloro che avevano una dose massiccia di geni materni avevano cervelli più grandi e corpi più piccoli, e, viceversa, coloro che avevano una dose extra di geni paterni avevano corpi più grandi ma cervelli più piccoli.

Gli studi sulle funzioni cognitive

Ricerche più approfondite hanno portato poi a valutare come tali geni influissero sulle funzioni cognitive. Per farlo sono state identificate all’interno delle aree che controllano le diverse funzioni cognitive, quali fossero le cellule con geni materni e quali quelle con geni materni.

Se nei primi giorni di sviluppo embrionale le cellule si distribuiscono ovunque, nelle fasi di sviluppo, invece, avviene che le cellule con geni paterni si concentrano nelle aree del cervello che fanno parte del sistema limbico e dunque sono responsabili delle nostre emozioni e delle nostre prime necessità di sopravvivenza, dal cibo al sesso. Nella corteccia celebrale invece, adibita alle funzioni cognitive avanzate, quali il linguaggio, il pensiero e l’intelligenza, le cellule con geni paterni erano assenti.  

La ricerca di Glasgow

Un ulteriore studio, poi, è stata condotto dai ricercatori del Medical Research Council di Glasgow. La ricerca ha preso in esame un campione di 12.686 giovani di età compresa tra i 14 e i 22 anni e ciò che è emerso è che, tra tutti i fattori considerati (vi comparivano anche l’istruzione e lo status socio economico) il miglior predittore di intelligenza era il QI della madre. Insomma, madri più intelligenti avevano figli più intelligenti.

Non solo genetica

Dunque i figli ereditano l’intelligenza dalla madre, ma non è solo questione di genetica. La figura materna influisce sull’intelligenza del figli anche in funzione del modo in cui si relaziona con loro. Una madre che sviluppa il contatto fisico con i propri bambini, creando un rapporto sicuro, lo aiuta nello sviluppo delle capacità intellettive. Pensate che i ricercatori dell’Università di Washington hanno scoperto che i bambini di 13 anni sostenuti emotivamente dalla madre, hanno un ippocampo (adibito ad esempio a memoria e apprendimento) il 10% più sviluppato di chi, invece, non gode di un rapporto rassicurante e affettuoso con la madre.

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