sabato 17 dicembre 2016

Travaglio confessa una cosa. E si diverte a dare un giudizio divino su Sala e Raggi

Roma a Milano: le inchieste giudiziarie stanno scuotendo le amministrazioni delle due più importanti città italiane.

A Roma l’arresto di Raffaele Marra potrebbe trascinare con sè anche la sindaca Virginia Raggi. Tutti l’avevano avvertita: compreso lo stesso Grillo. E il M5S è sotto choc, dilaniato da una crisi difficilissima.

A Milano la scelta di Beppe Sala di autosospendersi dopo aver ricevuto un avviso di garanzia ha colto di sorpresa un po’ tutti. In molti, compreso Raffaele Cantone numero uno di Anac, la considerano una scelta a dir poco eccessiva. Ma tant’è.

Eppure nel panorama politico giornalistico c’è un uomo, direttore di giornale, che decide di assolvere con formula piena la “povera Raggi” e contemporaneamente condanna, senza nemmeno l’onore delle armi, il sindaco Sala. Assurgendo al ruolo di giudice divino.

Nell’editoriale di oggi dal titolo “Resta solo il napalm” Marco Travaglio, esprime un doppiopesismo imbarazzante. Non solo ammette che Marra lo hanno controllato loro del Fatto. E che risultava pulito. Ma lo ammette con un candore disarmante. Lo stesso che usa che assolvere la Raggi che ha solo sbagliato a “fidarsi di un dirigente mai indagato”. Quindi nessuna responsabilità politica.

Ecco cosa scrive Travaglio: “Noi, quando Marra balzò ai disonori delle cronache come l’Uomo Nero della Raggi, gli chiedemmo un incontro. Si presentò con una valigia di faldoni per documentare il suo curriculum, le sue lauree e la correttezza delle sue condotte, le denunce che aveva presentato contro il malaffare capitolino. Lo avvertimmo che avremmo verificato ogni carta. E così facemmo senza trovare nulla che smentisse la sua versione… Ovviamente non potevamo intercettarlo né introdurci nei suoi conti bancari”.

Si affollano nella mente domande su domande: Ma perchè Travaglio ha dovuto controllare (forse interrogare?) Marra?  Viene spontaneo chiedersi se Travaglio eserciti la funzione di garante per il movimento Cinquestelle? Per la Raggi?

La Raggi – scrive Travaglio – ha chiesto scusa. E così basta. La sua è una “Culpa in eligendo” non “in vigilando”. Perchè i reati “non sono stati commessi in questa giunta”. E solo in questo caso Travaglio troverebbe giuste le dimissioni della sindaca.

Detto questo, invece la prima parte del Travagliopensiero è in gran parte dedicata alla minuziosa ricostruzione giudiziaria dei fatti in cui si spiega che Sala se l’era scampata solo per gli scontri interni della procura. E viene sottolineato che le accuse che gravano sul sindaco di Milano Giuseppe Sala sono infinitamente più gravidi quelle della Raggi. Naturalmente non cita come lodevole la scelta politica di Sala di tirarsi indietro.

In cambio spiega che i certificati penali non bastano più per garantire nessuno e che servirebbe uno “spoils system che faccia tabula rasa del passato”. Insomma il napalm citato nel titolo. Lo stesso che andrebbe usato per alcuni editoriali.



Fonte: http://www.unita.tv/focus/travaglio-fatto-sala-raggi-giudizio-m5s/

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