Ieri sera, a Di Martedì, è andato in onda un chiaro esempio di quanto sia difficile far coincidere la propaganda urlata con la pratica. Durante l’intervista di Giovanni Floris all’esponente pentastellato, Luigi Di Maio, si parla dell’euro, uno dei temi più bersagliati dai rappresentanti grillini. Da sempre il Movimento 5 Stelle vorrebbe indire un referendum par fare scegliere agli italiani la possibilità di restare o meno in Europa, così com’è successo per la Gran Bretagna. Ma quando Floris gli chiede quale sarebbe la risposta ad un eventuale quesito referendario che prevede, in quanto tale, solo due scelte (sì o no), la risposta del vicepresidente della Camera si fa incerta, imprecisa. Ad un certo punto addirittura incespica con le parole, tanto da dover chiarire “Non ho detto che non voto no”.
Solo dopo che Floris lo incalza per avere una risposta secca, allora Di Maio risponde definitivo, ma sempre lasciandosi una porta aperta con una variabile che un quesito referendario con permetterebbe: “Io voterei comunque per un’uscita da questo Euro”. Insomma un dribbling spericolato tra ciò che è facile dire su di un blog per fomentare i propri fan, e ciò che è la realtà dei fatti dove l’uscita dal sistema Euro prevede implicazioni ben più serie e durature di uno slogan politico. La Brexit insegna.
Fonte: http://www.unita.tv/focus/di-maio-dimartedi-referendum-euro/
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