martedì 14 febbraio 2017

Ceccano – Vende oro rubato dall’amico in casa di parenti

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Vende oggetti d'oro che erano stati rubati da un suo amico minorenne in casa dei genitori, dei nonni e di alcuni amici di famiglia. Ventinovenne di Ceccano rinviato a giudizio per riciclaggio.

Minorenne ruba oro a casa dei genitori, dei nonni e di alcuni amici di famiglia. Una volta raccolto il <gruzzolo> aveva contattato un suo amico maggiorenne chiedendogli di vendere quei monili in cambio gli avrebbe dato un lauta ricompensa. Lui, non avendo 18 anni,non poteva venderli. L'amico di 29 anni, di Ceccano, gli aveva venduto i preziosi in tre <Compro Oro> della provincia. Quando però i derubati hanno presentato denuncia per furto gli investigatori hanno cominciato ad indagare proprio nei negozi autorizzati ad acquistare oggetti d'oro per vedere se la refurtiva era già stata piazzata. E proprio dai registri ( obbligatorio per i titolari annotare chi vende e cosa viene venduto) era risultato che il ventinovenne aveva venduto i monili che risultavano rubati. Da qui la denuncia e la conseguente richiesta di rinvio a giudizio per riciclaggio. L'imputato si sarebbe giustificato dicendo che non sapeva che quegli oggetti erano di provenienza furtiva. Il minorenne verrà invece giudicato dal tribunale dei minorenni di Roma. (foto generica dal web) Marina Mingarelli  
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Fonte: http://www.tg24.info/ceccano-vende-oro-rubato-dallamico-in-casa-di-parenti/

BACCHE DI GOJI fanno benissimo #hIlty






Le Goji Original influenzano il corpo in modo tale che non ci sarà bisogno di fare sport per perdere i chili di troppo e stare bene!

 

 

1. Riduce il peso in eccesso

2. Combatte la Cellulite

3. Migliora il tono cutaneo

4. Accellera il metabolismo

 

Quali sono i benefici delle Goji Original?

 

Contengono 20 minerali che:

  • controllano il livello di glucosio nel sangue;
  • abbassano il colesterolo.

Contengono 18 amminoacidi, che:

  • sopprimono il senso di fame;
  • rafforzano il sistema immunitario;
  • aumentano la sopportazione dello stress.

 

PERDERE PESO CON GOJI

38 minerali e amminoacidi in ogni bacca

  • Elimina la causa del peso in eccesso, normalizzando i processi metabolici del corpo
  • Prodotto rivoluzionario per la perdita di peso.

Queste bacche dalle proprietà uniche vengono coltivate in Cina da migliaia di anni e vengono usate per tutta una serie di scopi medicinali. Ora stanno giustamente diventando sempre più popolari in tutto il mondo.

Goji è un potente bruciatore di grasso, che previene l'accumulo di altro grasso trasformando quello in eccesso in energia. Queste bacche sono ricche di vitamine, antiossidanti e micronutrienti, e quindi hanno numerosi effetti benefici sul corpo umano: rallentano il processo di invecchiamento, rafforzano il sistema immunitario, migliorano la digestione e eliminano i problemi di pressione alta.

Per perdere peso e mantenere i risultati, basta mangiare 30 bacche al giorno per 3 mesi, e vi dimenticherete del peso in eccesso.

Davvero uniche ed eccezionali !

 



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Un lavoro per Kid Laura and the Debunkers: le Fake News di Repubblica

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Kid Boldrini and the debunkers

Sgarbi pubblica su Facebook una telefonata in cui un’imitatore di Grillo gli chiede di smentire di avere mai sostenuto che Virginia Raggi è una “depensante“. La telefonata è un chiaro “fake”: chi conosce Grillo sa che non solo le pause, le esitazioni, le inflessioni della voce non gli corrispondono, ma non gli corrisponde neanche questo modo un po’ spaesato, sperduto, di affrontare una simile questione. Grillo avrebbe chiamato Sgarbi e lo avrebbe mandato affanculo, oppure non lo avrebbe chiamato per niente. Non solo, ma a un certo punto della finta telefonata si sente anche il suggeritore sullo sfondo, che presumibilmente sembra essere Giuseppe Cruciani. Probabilmente il finto Grillo era David Parenzo.

Una burla, insomma. Uno scherzo telefonico orchestrato a tre, che risulta del tutto evidente dallo stesso ascolto della clip (perfino Sgarbi è innaturale). Non se ne accorge solo un blogger, ma se ne accorgono anche i famosi “utonti” della rete (come il sistema ama definirli, al punto da costringere i social network a difenderli da se stessi), i quali lungi dall’essere scandalizzati, commentano con sarcasmo. E allora, secondo voi, è possibile che non se ne accorga un giornalista? Tanto più se lavora in uno dei due maggiori quotidiani nazionali?

La notizia non meriterebbe neppure un trafiletto nella sezione dei necrologi, se non fosse che Repubblica ci fa un riquadro a pagina 11.

E come dà la notizia Repubblica? Parla apertamente di burla? No. Il titolo è scritto come se si trattasse di una notizia vera, mentre nel testo si limita a parlare di “una telefonata fatta ieri da una persona con una voce che appare simile a quella di Grillo“. Nessun accenno a ciò che qualunque “utonto” della rete capisce subito: che si trattasse cioè di una presa in giro.

La notizia è costruita in maniera tale che i lettori del quotidiano, la maggior parte dei quali hanno altro da fare che non andarsi a cercare il video di Sgarbi con la telefonata, possano lasciare la pagina con la sensazione che quella telefonata possa essere verosimilmente accaduta. Chi legge questo trafiletto, cioè, può credere che la vicenda sia reale.

Si tratta a tutti gli effetti, per il modo in cui è stata data, di una colossale “fake news”, talmente evidente che nessun giornalista che si possa definire tale avrebbe potuto equivocare, data in modo da farla apparire verosimile. Si tratta cioè di manipolazione volontaria, che è peggio della disinformazione semplice.

Hey, questo è un lavoro per Super-Laura e i suoi debunkers!

Kid Boldrini and the debunkers

Del resto, non ci vuole molto per rendersi conto di come Repubblica stia conducendo una enorme campagna che deforma, ingigantendole, questioni che francamente non dovrebbero occupare le prime pagine dei giornali così a lungo. Per capirlo fatevi una semplice domanda: conoscete i nomi di uno qualunque dei componenti dell’amministrazione (dirigenti e collaboratori) di una qualunque delle giunte precedenti, non solo di Roma, ma di uno qualunque degli ottimila e passa comuni italiani? Sapete come, perché, quando e con quali costi sono stati assunti? Eppure sono mesi che l’Italia, quella raccontata dalla stampa, si sofferma su vita, morte e miracoli, della squadra che compone i gabinetti di Virginia Raggi, la quale forse non sarà una navigatissima lupa di mare della politica, ma francamente viene dissezionata con tale e tanta capillarità, che se avessero fatto lo stesso con D’Alema, Draghi, Craxi, Monti, Padoan, Renzi e uno qualunque dei potenti che hanno pilotato questo Paese nelle secche ove ci troviamo adesso, ora saremmo indiscutibilmente una florida economia.


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Fonte: http://www.byoblu.com/post/2017/02/09/un-lavoro-kid-laura-and-the-debunkers-le-fake-news-repubblica.aspx

ROYAL BLACK MASK: MIRACOLO CONTRO I PUNTI NERI? LA VERITÀ DEFINITIVA: COSA (E COME) FUNZIONA DAVVERO! #r6v4U





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Ne avevamo già parlato, ma ultimamente il mondo sembra letteralmente impazzito per le black mask: le maschere nere, di solito del tipo peel off, che si professano un vero e proprio miracolo contro i punti neri.

Le foto, orripilanti, di maschere piene di filamenti sebacei che promettono di purificare la pelle meglio di qualunque altra cosa sia mai stata usata sulla terra, riempiono il web. Ma la domanda che fanno tutti è: funzionano davvero? Come sono fatte? Perché sono apparentemente così efficaci e, nel caso, quali è meglio comprare?

Scopriamo la ROYAL BLACK MASK, tutto quello che c'è da sapere sulla maschera che toglie i punti neri e rende la pelle luminosa e priva di impurità. Conosciamo da vicino questo efficace trattamento di bellezza, scoprendo le migliori maschere in commercio.

 



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La prima regina della Nouvelle vague. La segretaria di Goebbels

Paulette-Germaine-riva

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

Paulette Germaine Riva nacque il 24 febbraio 1927. Nacque a Cheniménil, nei Vosgi. Nacque da emigrati italiani, epigoni di quei maestri muratori che dai laghi lombardi si spargevano per l’Europa a costruire muri e volte. Se per i maschi c’erano la cazzuola e il filo a piombo, per le bambine non c’erano che l’ago e il filo, le forbici e gli spilli. Ma ai cartamodelli Paulette preferisce i libri: di teatro soprattutto. Vince una borsa di studio all’École nationale supérieure des arts et techniques du théâtre. È stata inaugurata nel 1941, quando il governo della Francia sconfitta sedeva nell’elegante stazione termale di Vichy. Nel 1958 Paulette è già Emmanuelle Riva, attrice di teatro. La romanziera belga Dominique Rolin la sceglie per il suo unico lavoro teatrale, L’épouvantail, lo spaventapasseri, al Théâtre de l’Œuvre.

Alain Resnais sta preparando il suo primo lungometraggio narrativo. Soggetto, sceneggiatura e titolo, Hiroshima mon amour, sono di Marguerite Duras. Digiuna di cinema, Emmanuelle Riva sarà la protagonista del primo vero film di un giovane d’avanguardia scritto da una sceneggiatrice principiante. Gli ingredienti per un insuccesso o per un’esistenza grama nei cinema d’essai ci sono tutti. La storia d’amore di un’attrice francese con un giapponese che riporta a un’altra storia vissuta dalla stessa donna a Nevers con un tedesco sarà il manifesto di quella grande stagione del cinema francese conosciuta come Nouvelle vague.

I talenti di Emmanuele sono numerosi: scatta fotografie memorabili di Hiroshima; pubblica libri di liriche; si dedica soprattutto al teatro. Ma il cinema l’ha scoperta. Accetta qualche proposta, da Gillo Pontecorvo, per esempio. Nel 1962 è premiata a Venezia. Più di trent’anni dopo anni dopo sarà la madre di Juliette Binoche in Trois Couleurs: Bleu di Krzysztof Kieslowski. Ma vecchia, nel 2012, per Michael Haneke interpreterà con il vecchio Trintignant Amour, sulla vecchiaia, la malattia e la morte: l’ultimo capolavoro. È morta venerdì 27 gennaio.

Brunhilde Pomsel nacque l’11 gennaio 1911. Nacque a Berlino. Era troppo piccola per ricordare, quando nel 1914 il padre partì fiducioso di conquistare il mondo per il Kaiser. Lo vide tornare quattro anni dopo, deluso, ma sempre convinto dei valori prussiani. L’impero era svanito, la miseria rodeva, ma la vecchia disciplina era salda, regolata dal battipanni.

Brunhilde fece onore al suo nome di walkiria. Studiò stenodattilografia e mentre la Germania veniva inondata da colorate Notgeld, banconote d’emergenza dal valore nominale strabiliante e dal valore d’acquisto scorante, trovò impiego presso un avvocato ebreo e un nazionalista antisemita (per un periodo, contemporaneamente). Si iscrisse nel ’33 al partito nazionalsocialista. Fu assunta alla radio del Reich. Raccomandata dal suo rigore, venne trasferita al ministero della Propaganda, nello staff di Joseph Goebbels.

Qualche volta ripensava a un’amichetta ebrea dai capelli rossi. Dove era finita mai? Certo era partita, come volevano le voci ufficiose, a ripopolare la terra dei Sudeti liberata dagli slavi. Era una segretaria modello. Non leggeva quello che non doveva essere letto e apprezzava i modi eleganti del suo capo e della sua famiglia. Quando una bomba inglese le colpì l’alloggio, Frau Gobbels la consolò con l’abito più bello che mai avrebbe desiderato. Coi russi alle porte, seguì nel bunker di Hitler la famiglia del principale. Quando i Gobbels si suicidarono dopo avere avvelenato i figli, si unì ad altre segretarie per ricavare da certi sacchi di tela la bandiera bianca della resa. Per cinque anni fu ospite di prigioni. Testimoniò la sua buona fede, la sua dovuta ignoranza di segretaria, senza accusare nessuno. Tornò alla radio: a sessant’anni andò in pensione.

Continuò a chiedersi della ragazzina rossa, finché lesse il suo nome, il giorno dell’ingresso ad Auschwitz e quello della sua morte nell’accurato registro delle vittime del minuzioso massacro. Rivide il giudizio su Goebbels. È morta venerdì 27 gennaio.

Foto Ansa

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Fonte: http://www.tempi.it/la-prima-regina-della-nouvelle-vague-la-segretaria-di-goebbels

Liberarsi del problema dell'ACNE per sempre con BLACK MASK #JMZft






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Gabanelli choc: vi racconto gli sprechi e le ruberie della Rai. Ecco dove finisco i nostri soldi del canone

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GABY12/02/2017 – “Per tornare efficiente e competitiva, la Rai andrebbe ‘snellita’, ma modifiche radicali saranno possibili solo se si interviene sulla riforma del 1975, meglio nota come lottizzazione”. Lo scrive in un lungo editoriale sul Corriere della Sera Milena Gabanelli, in cui fa la lista degli sprechi del servizio pubblico. Troppi telegiornali, reti e strutture inventate solo per accontentare politici, assessori e governatori di turno. Troppi incarichi dirigenziali e una proliferazione incredibile di sedi e strutture regionali. Nulla di più lontano dalla Bbc, “il miglior servizio pubblico al mondo” di cui tanto si parla ma che mai sarà avvicinato se non si mettono “competenza” e “merito” come criteri essenziali per la nomina della governance.

Report, l’addio della Gabanelli al programma, se stimi questa donna condividi

In seguito alla lottizzazione, scrive la giornalista, “ogni partito si è preso un canale, e poi ci ha infilato i suoi uomini scegliendo come unico criterio la ‘fedeltà’, non all’azienda ma al partito. Risultato: proliferazione di strutture e incarichi dirigenziali che negli anni si sono stratificati”. Per questo la Rai è imparagonabile a ogni altro servizio pubblico del mondo:
“Non esiste nessuna tv pubblica al mondo dentro la quale convivono 3 telegiornali che hanno come referenti 3 diverse aree politiche; ognuno ha una sua struttura autonoma, i suoi direttori, i suoi inviati, il suo apparato tecnico, i suoi studi, il suo budget. Poi c’è Rai news 24, che non si può dire sia seguitissima, e le 26 sedi per l’informazione regionale. Bisogna ‘ottimizzare’ si dice, ma da dove cominci se non metti mano al contratto di servizio con lo Stato? Le sedi regionali sono nate in funzione dei rapporti con le istituzioni locali. Un modello in crisi poiché le Regioni non rappresentano più il territorio, quindi bisognerà cambiare completamente la prospettiva in funzione delle macroaree. Si prende spesso a modello il miglior servizio pubblico al mondo, ovvero la Bbc, dove però i canali generalisti nazionali sono sostenuti solo dal canone: 174 euro, contro i nostri 113. Se tuttavia il modello a cui ispirarsi è Bbc, confrontiamoci.

Bruxelles, capitale europea degli sprechi

 

Le stazioni televisive locali inglesi sono 15, che interagiscono con quelle radiofoniche. I dipendenti sono circa 1.500 contro i nostri quasi 2.000. Le sedi occupano mediamente 2 piani (con una postazione fissa per il giornalista che si connette), la maggior parte sono in affitto. Noi occupiamo edifici giganteschi, quasi tutti di proprietà, con insostenibile spreco di spazi e costi. La loro sede più piccola è quella delle Channel Island: 2 dipendenti; da noi a Campobasso sono in 70. Nella sede di Cosenza lavorano 95 persone, ma il palazzo sembra quello di Viale Mazzini. Tutti i servizi finiscono dentro a Bbc One (la nostra Rai 1), con 4 brevi collegamenti al giorno. Inutile ribadire che la produzione locale del nostro servizio pubblico è perlopiù asservita ad assessori e governatori, che in caso di smantellamento di qualche sede si incateneranno pur di non vedere sottratta una telecamera a loro uso e consumo”.
Gabanelli fa poi tre esempi di strutture create e poi mantenute solo per non turbare la sensibilità di nessun ‘potente’: Rai Vaticano, Rai Expo e Rai Quirinale.

La Gabanelli di Report, ringrazia Beppe Grillo: ha ragione da vendere

“Emblematica la genesi di Rai Vaticano. Nel ‘97 una decina di dipendenti occupavano due stanze per preparare gli eventi di Giubileo 2000. Senza budget, il team si relazionava con la Santa Sede per agevolare le reti nella produzione di programmi da trasmettere e vendere in tutto il mondo, e doveva essere operativo per 2 anni. Il Giubileo è finito da tempo, ma la piccola squadra si è trasformata in una struttura con i suoi funzionari e dirigenti per continuare a fare le stesse cose. Rai Expo è l’ultima creatura: una dirigenza, 45 dipendenti, una sede a Milano e una a Roma. Ma per raccontare il grande evento dell’alimentazione mondiale non bastano le sedi regionali e i programmi delle reti? A Expo finita (ottobre 2015) siamo sicuri che quella struttura non diventerà permanente? Anche Rai Quirinale, da postazione informativa è diventata nel tempo un elefantino, con un direttore e 35 dipendenti. Per fare cosa? Trasmettere il messaggio del presidente della Repubblica di fine anno e la cerimonia del 2 giugno”.
Secondo Gabanelli, per rinascere è inevitabile “eliminare sedi e strutture che non hanno nessun senso, ma non mandando a casa qualche migliaio di persone che hanno famiglia! L’azienda avrebbe bisogno di tutto il suo personale se venisse organizzata in modo produttivo; è pur sempre la più grande industria culturale del Paese! Ricordiamo inoltre che non ha ammortizzatori sociali, e sarebbe paradossale creare disoccupati per dare 80 euro in più a chi uno stipendio (anche se magro) ce l’ha. Certo occorrerà poi liberarsi dai burocrati e intervenire sui contratti collettivi di lavoro”. Un cambiamento di questa portata – sostiene ancora la giornalista – non può essere realizzato da un direttore generale da solo, ma ha bisogno dell’aiuto del governo. Come? Appunto dando la priorità a “merito” e “competenza” come unici criteri per la scelta dei vertici. Come fa la Bbc, dove “quando un dirigente sbaglia, va a casa senza tante storie”. FONTE

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Fonte: http://www.lonesto.it/?p=24691